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Il Cashback di Stato per incentivare gli acquisti e contrastare l’evasione fiscale

L’Italia ha lanciato ultimamente un programma di cashback per incentivare gli acquisti e contrastare l’evasione fiscale. In combinazione con la lotteria degli scontrini fiscali, che inizierà nel primo semestre del 2021, queste azioni fanno parte della strategia cashless che il governo sta implementando. Il sistema di cashback ha lo scopo di rimborsare il 10% di tutti i pagamenti effettuati con carta, fino a € 1.500.

L’iniziativa si estende per tutto il 2021: il cashback massimo per ogni transazione è di € 15, anche se i pagamenti unici valgono più di 150 euro. Per avere diritto al cashback, i clienti dovranno effettuare almeno 50 transazioni entro la fine del primo trimestre 2021. Il sistema di cashback si applica a tutti i tipi di pagamenti con carta, purché siano effettuati in negozi fisici. Per supportare i rivenditori locali, infatti, il governo ha impedito al sistema di applicare lo shopping online. “La pandemia è stata un periodo in cui la maggior parte di noi ha aumentato gli acquisti online. Ora dobbiamo favorire i negozianti locali”, ha detto il premier Giuseppe Conte.

I pagamenti possono variare da un importo minimo di un caffè fino ad importi maggiori, tenendo presente le regole di cui sopra. L’obiettivo è incentivare l’utilizzo delle carte di credito o altri metodi elettronici, soprattutto per i piccoli acquisti, quelli in cui l’uso del contante è più diffuso e quindi è più probabile che non venga assegnato uno scontrino fiscale. L’iniziativa appare promettente e vediamo come i pagamenti digitali stanno finalmente entrando nella nostra vita quotidiana. La domanda è: la loyalty e i singoli esercenti beneficeranno in futuro di questo cambiamento di mindset dei clienti finali?

In questi ultimi mesi i dati ci confermano come i pagamenti digitali sono sicuramente aumentati, ma questa  è una tendenza che si pensa possa continuare, basti vedere come nei Paesi Nordici il digitale è un volano per l’economia e rappresenta il 95% dei consumi delle famiglie. Quindi siamo positivi nella risposta.